Non ancora pronti dal punto di vista ATLETICO

Siamo all’ennesima riedizione del linciaggio di un allenatore, prima ancora che commetta un reato e senza presunzione di innocenza.
Il copione è più o meno sempre lo stesso. Se si vincono le prime 4 o 5 partite, pur se ottenute con un gioco inesistente o per merito di una fortuna sfacciata, in genere la si sfanga, ma se … stenti  la prima partita ma vinci, ti prendi comunque i tre punti e tutti si fregano le mani, giochi bene la seconda partita ma Eupalla non ti aiuta e lo “sculato” di turnname like o (il peggiore che ti potesse capitare perché quando stava qui non era proprio Gastone Paperone…) ti scippa tutti e tre i punti, allora imprechi ma cominci a storcere il naso, infine ti capita lo squadrone europeo e ti appresti a ripararti dall’uragano fra gli sguardi derisori  dei tifosi avversari. Uragano che  arriva in forma molto attenuata, ma ti salva comunque un paravento brasiliano che per caso è a libro paga di Trigoria, non proprio un regalo del cielo. Alisson è diventato dopo una sola partita, il più grande portiere dell’universo.
La solita esagerazione solo per attenuare il pessimismo cosmico ancora basato sul niente…Chi, come me, ha sostenuto Alisson fin dal principio, avendolo visto sempre giocare con la nazionale, rimane abbastanza sorpreso di chi ora, dimenticando le lacrime per la perdita di Szczesny, lo dipinge come il nuovo Yachin…Non si riesce proprio ad essere equilibrati…

La cosa deprimente non è la mancanza di solidarietà verso Di Francesco da parte della stampa o dei ciarlatani radiofonici, che potrebbero limitarsi a manifestare la loro perplessità su quanto visto in campo nelle prime tre partite, ma piuttosto l’invenzione di presunti complotti, fronde di spogliatoio, insipienza del tecnico e via dicendo. E allora mi chiedo chi ha stabilito che Di Francesco  gioca  solo con un modulo? Chi decide che Schick non può giocare con Dzeko? O Fazio nella difesa a 4? Defrel una pippa e Strootman un ex giocatore? Perché dipingere Dzeko come uno scontento solo per aver lamentato l’assenza di un assistente in una partita (se stava zitto era comunque meglio)? Perché , dico perché, sostenere che Nainggolan gioca in una posizione sbagliata dopo aver criticato per un girone intero Spalletti perché lo metteva trequartista, eccetera, eccetera, eccetera?

Siamo tutti romanisti e tutti agiamo per il bene della Roma, ma di fronte ad un articolo come quello di Dotto su Dagospia mi chiedo Cui Prodest? Perché tutto sto Romanisticismo non lo vedo, non solo, ma, esclusa la malafede, non posso pensare che una persona intelligente possa veramente augurarsi la cacciata di un allenatore prima ancora che giochi una partita col suo acquisto più costoso, tanto per dirne una. Capisco la voglia di stupire e il ruolo ingombrante del provocatore che va ribadito periodicamente ma, a rischio di sembrare troppo aziendalista, non me l’aspetto da un (sedicente) tifoso romanista, soprattutto se ha a disposizione il megafono dei media. In queste trappole ci cadono purtroppo anche amici sinceramente romanisti che tendono ad essere bastian contrari ma che non valutano la reale portata di certe devastanti affermazioni.
Bene ha fatto Pallotta a dire quello che ha detto (anche se naturalmente è stato criticato anche per questo).

Massimo D’Alema, scusate il turpiloquio, oltre a inutili riunioni “europee” dovrebbe limitarsi al suo olio e al suo vino e ai suoi cani killer, perché andare in giro a dire che la Roma lotterà per la retrocessione è da imbecilli.
Queste dichiarazioni, insieme a migliaia di altre simili, fatte solo per cercare di stupire o, nel caso di presunti giornalisti, per meritarsi la diaria giornaliera, dilagano fra i tifosi, che si stanno faticosamente riunendo di nuovo intorno alla Roma, riattizzando  pessimismo e la depressione.

Ieri mattina un amico romanista, di quelli ipercritici, uno che accusa Monchi  di essere venuto a vendere Salah e a comprare mezze seghe, neanche fosse lui a tirare fuori e ad incassare i soldi, mi fa:

“Se al posto di Di Francesco con l’Atletico ci fosse stato Spalletti avremmo vinto 2 a 0!”
“Infatti! come l’anno scorso, quando ne abbiamo presi 3 dal Porto!”.

Sì. L’espressione della sua faccia alla mia risposta era esattamente quella che state immaginando.

FORZA ROMA

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