Cosa c’è di nuovo

Mentre viviamo il  solito flusso di emozioni, rodimenti, ansie, gioie e sofferenze che accompagna la vita di un tifoso, soprattutto se romanista, cerchiamo sempre di trovare una novità, un segno nuovo, originale,  che ci faccia sperare in un campionato diverso, tipo la riedizione di una situazione favorevole, rivissuta con personaggi simili o accomunabili a vincitori del passato. Preoccuparsi del risultato partita per partita è indubbiamente più razionale e meno ansiogeno ma è difficile non lanciare il pensiero oltre l’immediato per sognare quello che manca da troppo tempo.

La sconfitta con l’ Inter alla seconda giornata, per cui ancora “ce rode da mori’ ”, dopo una partita così così contro l’Atalanta, sembrava riproporre l’ennesima stagione romanista uguale a tante altre. Il solito misto di jella e abulìa, di recriminazioni e critiche, insomma l’ incompiutezza di sempre. Il tutto condito dalla presunta inesperienza del povero Eusebio che, da allenatore mediocre, non  sarebbe stato in grado di gestire l’ambiente, soprattutto dopo la stagione record di punti, dallo scetticismo verso il  ds Monchi trattato come un peracottaro dagli stessi che forse odiavano Sabatini, e dai troppi infortuni soprattutto di giocatori appena acquistati … Ora che  ci siamo resi conto che era solo questione di tempo e tutti stanno salendo sul carro, dimenticando le cazzate dette a caldo, anzi prima ancora di accendere il gas, su Di francesco, ora che sono stati dimenticati Mahrez e Salah, che abbiamo capito che Rudiger non è Beckenbauer e che senza Paredes si può giocare benissimo, ora che qualcuno si è accorto che forse Alisson non ha niente da imparare da Szczesny, dobbiamo capire cosa c’è di nuovo, rispetto ad altre partenze sprint, che ci possa rendere più ottimisti.

  1. La ritrovata unità dei tifosi. Sembra evidente che, grazie a Di Francesco e alle vittorie della squadra, soprattutto derby e Chelsea, la Roma non sia più subissata di critiche come accadeva solo qualche settimana fa. Nainggolan, Dzeko e Kolarov, solo per dirne tre, sono entrati definitivamente nel cuore dei tifosi, pur essendo nati molto lontano dal campidoglio. Ora nessuno chiede più a Pallotta di stare “più vicino alla squadra”, essendo abbastanza evidente, ma lo era da tempo,  che se una società funziona il presidente può anche stare in Alaska e che ciò che conta è l’unità dello spogliatoio e l’assenza dei musi lunghi dei panchinari.
  2. La società funziona, appunto. O per lo meno non  sembrano esserci motivi che possano inquinare il lavoro dell’allenatore e la serenità dello spogliatoio. Merito di Monchi? di Baldissoni? di Gandini? di Totti? Non lo so e forse neanche interessa  molto saperlo, l’importante è che non ci siano rotture di scatole né presenti, né all’orizzonte.
  3. Per il primo anno, quanto meno dall’avvento della proprietà americana, non aspettiamo con ansia il mercato di gennaio per i rinforzi. Questo punto è molto importante perché, nonostante i due più costosi acquisti siano ancora fermi ai box, vuol dire che alcuni di quelli che c’erano non erano così brocchi come troppo superficialmente si credeva. Quindi c’è forse piuttosto la paura che vada via qualcuno in prestito, visto che ci siamo affezionati a tutti, anche a Moreno e Under. Si ha quindi la sensazione che l’attuale organico, quando sarà al completo, può essere competitivo anche a grandi livelli. Peccato che Spalletti l’anno scorso non abbia provato ad impiegare di più qualcuno che poteva fare allo scopo, tipo Gerson, Grenier o lo stesso El shaarawy… Ma Spalletti è il passato e al suo posto c’è uno che dal punto di vista tattico sembra perfino migliore.
  4. Sul valore aggiunto di Di francesco parlano i fatti. Tutto quello che lo riguarda è stato ampiamente sviscerato, analizzato ed elogiato. Possiamo solo augurarci che si mantenga così e continui ad infondere alla squadra uno spirito che forse non ha mai avuto.

Forse c’è anche tanto altro. Forse i giocatori sono “cresciuti” e sono migliori di quanto pensavamo, forse i vecchi e nuovi senatori remano tutti dalla stessa parte.

Di questo siamo tutti contenti e quindi non ci resta che ridere.

FORZA ROMA

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