Il giorno dopo Genoa – Roma

Dopo aver letto tutto il catalogo delle accuse a Daniele De Rossi, assolutamente riprovevole senza se e senza ma, mi sono chiesto quanto ci fosse, in tutto quel veleno contro uno dei giocatori simbolo della Roma degli ultimi 15 anni, di reale condanna per un atto così brutto e quanto piuttosto di frustrazione per la mancata vittoria in una partita che al di là del risultato non è stata giocata dalla nostra squadra come ci si aspettava. Oggi avremmo parlato dove la Roma aveva sbagliato, che forse stavolta sarebbe  stato il caso di inserire Dzeko nel turnover … eccetera.  In altre parole Daniele non ha fatto altro che diventare per sua  volontà il capro espiatorio di un pareggio inaspettato, come se volesse inconsciamente anticipare l’esito della partita. Naturalmente sto esagerando in questa interpretazione “psicopatologica” ma mi riesce difficile immaginare un motivo valido di tanto nervosismo,  poco giustificabile per l’andamento della partita o per la furia congenita ma sempre imprevedibile del nostro capitano. Visto che ho spesso criticato Daniele, perfino auspicandone in passato la sostituzione definitiva con un altro centrocampista  più giovane e “affidabile”, mi sento in diritto ora di disapprovare le parole, in certi casi molto pesanti, scritte nei suoi confronti.

Con l’avvento di Di Francesco, Daniele De Rossi andava a sostituire Totti, con molto minore intensità nei cuori dei tifosi giallorossi, ma forse con altrettanta se non superiore stima per il giocatore e per l’uomo, spesso lodato per le sue interviste come simbolo di intelligenza e sincerità. Daniele De Rossi ce lo siamo tenuti volentieri anche per il suo attaccamento viscerale alla squadra, per la famosa “vena”, per quanto ha sempre dato o cercato di dare alla squadra. Ecco perché trovo ORA esagerato tutto questo massacro. Improvvisamente sembra che TUTTI ora preferiscano la maglia all’uomo, e questo mi fa piacere (per inciso, una volta per tutte sgombriamo il campo, almeno in questo gruppo, sulla ridicola questione su chi sia più o meno romanista, grazie) ma in passato non è sempre stato così.

La questione quindi è: Cosa fare con Daniele De Rossi? A cosa lo stiamo condannando? Metterlo da parte definitivamente? Concedergli un crepuscolo alla Totti, sperando che non si crei un doppione dell’anno scorso? Per fortuna Eusebio non è Spalletti e Daniele non gode del plebiscito tottiano. Questo lo sanno tutti i protagonisti e quindi non c’è nessun timore. Io penso però che presto rileggeremo qui e altrove di che grande partita ha giocato Daniele De Rossi.

FORZA ROMA

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